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21 сент., 21:10изменён
Se vi piace seguire i video su Spotify, segnaliamo l'apertura del nostro nuovo canale: https://open.spotify.com/show/0hhPRM5NnRevYoYK8MjiLr?si=B1WSYzTaToKDq4QiS9D8TQPresto nuovi aggiornamenti.SpotifySpazio70 PlayPodcast · Spazio70 · Inchieste, documenti, storia contemporanea e meccanismi del potere. Spazio70 Play raccoglie una selezione della nostra produzione video: approfondimenti, ricostruzioni, interviste e analisi sullo scenario italiano e internazionale.
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21 сент., 17:08
Rosa dei venti, Super Sid, piani d’emergenza, strutture parallele e collegamenti NATO: nell’Italia dei primi anni Settanta prende forma una rete in cui servizi, apparati militari, politica ed eversione finiscono per sovrapporsi. Sullo sfondo, la P2 di Licio Gelli come crocevia, punto di raccordo e talvolta centro di propulsione di uomini, informazioni e strategie.Per approfondire: https://www.spreaker.com/episode/468-rosa-dei-venti-super-sid-e-p2-una-storia-di-apparati-e-segreti--75282766Spreaker[468] Rosa dei venti, Super Sid e P2. Una storia di apparati e segretiRosa dei venti, Super Sid, piani d’emergenza, strutture parallele e collegamenti NATO: nell’Italia dei primi anni Settanta prende forma una rete in cui servizi, apparati militari, politica ed eversione finiscono per sovrapporsi. Sullo sfondo, la P2 di Licio…
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20 сент., 12:59
Immagini impensabili oggi, che fanno riflettere sul livello di crisi raggiunto nei "rapporti" Est-Ovest. Siamo ormai ben oltre qualsiasi linea rossa tracciata durante la cosiddetta Guerra fredda.
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18 сент., 16:37
Nuovo appuntamento su Spazio70 Podcast: https://youtu.be/Rz0TjO72MIQYouTubeDestabilizzare per stabilizzare. La P2 nel periodo 1970-1974Tra P2, SID, apparati militari ed eversione, gli anni 1970-1974 segnano una fase cruciale nella crescita del sistema gelliano. Dalla nomina di Vito Miceli ai rapporti con i servizi, fino alle ombre del golpe Borghese, l’episodio ricostruisce il ruolo della…
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15 сент., 17:29
Spazio70 su Spotify. Grazie.
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15 сент., 12:38
Negli anni Settanta il potere in Italia non passa soltanto attraverso partiti, Parlamento e governo. Si organizza anche altrove: nei grandi gruppi economici, nella finanza, nella stampa, nei servizi segreti, nelle reti informali che collegano mondi diversi.Prima che la P2 di Licio Gelli diventasse il simbolo di questo sistema, un’esperienza per molti versi comparabile era già maturata attorno a Eugenio Cefis.Presidente dell’ENI e poi della Montedison, Cefis costruisce progressivamente un centro di potere capace di estendersi ben oltre l’economia. Il sistema tocca politica, informazione e servizi: secondo gli atti della Commissione P2, sotto Cefis l’ENI e poi la Montedison diventano strumenti di pressioni, alleanze e condizionamenti.Il SID prepara informative su politici e imprenditori; la stampa diventa un altro terreno decisivo. L’acquisto del Messaggero è solo il caso piùSpreaker[466] Da Cefis a Gelli. Un «passaggio» di consegne?Dalla parabola di Eugenio Cefis all’ascesa di Licio Gelli: due sistemi di potere diversi, ma con sorprendenti elementi di continuità. Servizi segreti, finanza, stampa, politica e reti parallele si intrecciano in un passaggio cruciale degli anni Settanta.…
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13 сент., 09:09
La riforma dei servizi segreti del 1977 avrebbe dovuto segnare una rottura. Dopo anni di scandali, «deviazioni», inchieste e guerre interne, il vecchio SID veniva sciolto e sostituito da SISMI e SISDE. Ma molte continuità rimasero intatte. E proprio dentro quelle continuità si inserì la P2.Per capire come si arrivò a quel punto bisogna tornare alla faida tra Vito Miceli e Gianadelio Maletti, i due uomini più potenti del SID nella prima metà degli anni Settanta. Entrambi iscritti alla P2, ma schierati su fronti opposti. Miceli, direttore del servizio, era vicino a Moro; Maletti, capo dell’Ufficio D, divenne invece uno degli strumenti utilizzati da Andreotti nello scontro interno alla DC. La guerra nei servizi finì così per sovrapporsi alla guerra politica.Nel 1974 Miceli fu rimosso, poi sospeso e arrestato. Maletti fornì alla magistratura documentazione sulle sue presunteSpreaker[465] Dalla «guerra» Miceli-Maletti alla riforma dei servizi segreti (1977)Dalla guerra interna al SID tra Vito Miceli e Gianadelio Maletti alla riforma dei servizi del 1977. Sullo sfondo, lo scontro politico tra Moro e Andreotti, i rapporti con il PCI e l’ascesa di uomini legati alla P2 ai vertici di SISMI e SISDE. Una storia di…
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9 сент., 14:02
Il 16 marzo 1978, verso le nove del mattino, un commando delle Brigate Rosse attacca in via Fani le auto di Aldo Moro e della sua scorta. Vengono uccisi Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Francesco Zizzi, Giulio Rivera e Raffaele Iozzino. Moro viene rapito.La domanda «perché via Fani?» è rimasta ai margini del caso Moro, pur toccandone un nodo essenziale. Per anni la risposta è sembrata semplice: Moro era un uomo abitudinario. Stessa messa, stesso orario, stesso tragitto. Una routine tanto prevedibile da consentire alle bierre di preparare l'agguato.Ma le carte raccontano davvero una storia così lineare?Le deposizioni dei superstiti confermano l'idea del percorso abituale: via del Forte Trionfale, via Trionfale, via Fani, via Stresa, via della Camilluccia. Rocco Gentiluomo ribadì che il tragitto era «sempre lo stesso», definendo quella modalità «non sbagliata, ma sbagliatissima».AlYouTubeVia Fani, il tragitto di Aldo Moro era davvero prevedibile?Ma Aldo Moro passava davvero SEMPRE da via Fani? Ricostruiamo le abitudini, i percorsi e le contraddizioni emerse dalle fonti per capire cosa accadde prima di quel 16 marzo 1978. Il nostro sito internet: https://www.spazio70.com La nostra pagina Facebook:…
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9 сент., 08:16

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8 сент., 19:17
«Non vedevo, non sapevo, non capivo». È quasi un ritornello quello che attraversa le deposizioni dei maggiori leader politici italiani davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla P2.Andreotti sostiene di aver compreso l’importanza di Licio Gelli soltanto in seguito. Fanfani ricorda qualche incontro, ma nessuna particolare consapevolezza. Forlani afferma di non averlo mai conosciuto. Craxi racconta di averlo incontrato una volta, senza immaginare che fosse realmente il capo della P2. Zaccagnini dice di non aver «avvertito assolutamente niente». Berlinguer spiega di aver appreso dalla stampa ciò che sapeva della loggia. Spadolini colloca nell’intervista concessa da Gelli al Corriere della Sera, nell’ottobre 1980, il momento in cui comprese la gravità del fenomeno.Eppure la P2 non viveva ai margini della Repubblica. I suoi uomini occupavano posizioni importanti nei serviziYouTube«Non vedevo, non sapevo, non capivo». Lo scheletro piduista negli armadi dei partitiQuanto sapeva davvero la politica italiana della P2 prima del marzo 1981? Andreotti, Craxi, Fanfani, Berlinguer, Spadolini, Forlani e gli altri leader dell’epoca dissero di aver visto poco, saputo poco, capito poco. Ma documenti, rapporti e testimonianze…
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3 сент., 07:43
Nazionalista, dirigente politico, imprenditore, uomo segnato dalle faide e dalle zone grigie della Corsica. La parabola di Alain Orsoni attraversa quasi mezzo secolo di storia dell’isola, dalle lotte clandestine del FLNC alle scissioni interne, fino agli intrecci con la criminalità e a un assassinio ancora senza colpevoli.Orsoni cresce in una Corsica che cambia rapidamente. Negli anni Settanta matura la propria coscienza politica e si avvicina al nazionalismo. Poi arrivano la clandestinità, le nuits bleues, il confronto con lo Stato francese. Ma il movimento corso si frantuma: alla fine degli anni Ottanta divisioni e dissidi aprono una stagione di lotte intestine e faide sanguinose.Orsoni sopravvive a quella fase, si allontana progressivamente dalla militanza, si dedica agli affari e al calcio, fino alla presidenza dell’Ajaccio. Il passato, però, continua a seguirlo.Nel gennaioSpazio70Alain Orsoni, vita e ombre di un nazionalista corso - Spazio70Nazionalista, dirigente politico, imprenditore, uomo segnato dalle faide e dalle zone grigie della Corsica. La vita di Alain Orsoni racconta mezzo secolo di lotte, scissioni, violenze e intrecci criminali, fino a un assassinio ancora avvolto nel mistero.
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28 авг., 08:46
Alla fine degli anni Settanta il Corriere della Sera non era semplicemente il più autorevole quotidiano italiano, ma uno dei principali luoghi di potere. E soprattutto uno tra quelli nei quali si formava realmente l’opinione pubblica nazionale. E' proprio per questo che la vicenda della P2 all’interno del gruppo Rizzoli rappresenta uno degli episodi più delicati, e meno ricordati, nella recente storia dell’informazione italiana.Una delle vicende di maggior interesse riguarda il caso ENI-Petromin. Mentre crescevano i sospetti sull’enorme provvigione collegata alla fornitura di petrolio saudita, il Corriere sostenne ripetutamente la necessità di portare avanti l’operazione. Quando il socialista Rino Formica denunciò il rischio che quelle enormi somme potessero servire a “sistemare” gruppi editoriali, tra cui la stessa Rizzoli, e soprattutto a finanziare operazioni politiche oscureSpreaker[462] Il Corriere della Sera «piduistizzato». Una storia dimenticataTra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, il Corriere della Sera finì al centro della rete di interessi della loggia P2. Una storia di potere, finanza e controllo dell’informazione, tra Rizzoli, Gelli, Ortolani e Calvi. La storia di un grande…
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25 авг., 10:11
Il 16 marzo 1978, dopo l’agguato di via Fani e il rapimento di Aldo Moro, lo Stato italiano mise in moto un apparato imponente. Posti di blocco, perquisizioni, controlli, comitati politici e operativi. Eppure, per cinquantacinque giorni, i servizi segreti non riuscirono a fornire alcun contributo decisivo alla ricerca del presidente della Democrazia cristiana.Anni dopo, la relazione di minoranza presentata da Massimo Teodori alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla P2 pose una domanda precisa: davvero fu fatto tutto il possibile per ritrovare Moro e salvarlo? L’obiettivo non era ricostruire il sequestro o individuarne gli esecutori, ma verificare «la presenza, l’influenza, le attività e gli effetti» della P2 e dei suoi appartenenti nella vicenda.Il quadro delineato era inquietante. Ai vertici del SISMI e del SISDE si trovavano Giuseppe Santovito e Giulio Grassini, entrambiYouTubeCaso Moro e P2. L’inefficienza dei servizi segreti nei 55 giorniIl rapimento e l’uccisione di Aldo Moro rappresentano uno dei passaggi più drammatici e controversi della recente storia repubblicana. Durante i quasi due mesi del sequestro, quale fu il ruolo degli apparati dello Stato incaricati della ricerca del presidente…
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19 авг., 19:20изменён
Roberto Calvi, il Banco Ambrosiano e i finanziamenti ai partiti politici italiani.Proponiamo la lettura di alcuni passi della relazione di minoranza prodotta dall'onorevole Massimo Teodori, già membro della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla loggia massonica P2. Al centro della documentazione i rapporti finanziari, riconducibili al Banco Ambrosiano e a Roberto Calvi, con il Partito socialista italiano (PSI) e il Partito comunista italiano (PCI).Di particolare interesse risulta il tema dei finanziamenti concessi al PCI: un capitolo poco ricordato della recente storia politica e finanziaria italiana, ricostruito attraverso quanto riportato nella relazione Teodori.L'episodio qui presentato, in formato podcast, propone passi scelti del documento, mantenendo al centro la fonte e lasciando alle carte il racconto dei fatti.https://youtu.be/7Ys_ml0qspUYouTubeI finanziamenti di Roberto Calvi a Pci e PsiRoberto Calvi, il Banco Ambrosiano e i finanziamenti ai partiti politici italiani. Proponiamo la lettura di alcuni passi della relazione di minoranza prodotta dall'onorevole Massimo Teodori, già membro della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla loggia…
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17 авг., 16:04изменён
La Corsica torna a interrogarsi sul proprio rapporto con la Francia. Il percorso verso l’autonomia, riaperto dopo anni di immobilismo, ha compiuto negli ultimi mesi alcuni passi significativi, ma rimane lungo e politicamente accidentato. Il progetto di revisione costituzionale ha superato il vaglio dell’Assemblea Nazionale e dovrà ora affrontare il Senato, prima che la riforma possa proseguire lungo il complesso iter previsto dalla Costituzione francese. Solo successivamente sarà possibile definire, attraverso una legge organica, le competenze concretamente attribuite alla Corsica.Dietro il confronto istituzionale rimane però una questione più profonda. Per decenni la politica territoriale corsa era stata dominata dalle articolazioni locali dei tradizionali schieramenti francesi. Nel 2015 le forze nazionaliste hanno conquistato per la prima volta la guida delle istituzioni isolane. DaSpazio70Autonomia della Corsica: intervista ad André FaziIl processo autonomista, i rapporti con Parigi e le divisioni del nazionalismo isolano. Intervista ad André Fazi, professore di Scienze politiche all’Università di Corsica Pasquale Paoli
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15 авг., 19:02
Il 6 maggio 2026, presso Mondolibro – Libreria italiana a Berlino (Torstraße 159), Gianluca Falanga ha presentato la nuova edizione de «Il ministero della paranoia. Storia della Stasi». L'incontro è stato moderato da Maria Grazia Orlandini.Tra i temi toccati nell'incontro:1) «La Stasi? Non mi sarebbe mai venuto in mente di occuparmi di Germania Est»; 2) «Sulla Stasi escono decine di libri all'anno»; 3) La paranoia non come elemento patologico, ma «fenomeno politico e costitutivo» del potere nella Germania orientale; 4) «La storia dei comunisti tedeschi? E' tra le più tragiche in Europa»; 5) L'Hotel Lux durante il terrore staliniano; 6) «Senza il potere si muore»; 7) Sulla «onnipresenza e onniscienza» della Stasi; 8) L'interesse per la «cibernetica»; 9) La raccolta delle informazioni «slegata dal sospetto»; 10) La figura di Werner Irmler; 11) «I contatti con la Stasi? Dipende dallaYouTubeIl ministero della paranoia. Gianluca Falanga racconta la StasiIl 6 maggio 2026, presso Mondolibro – Libreria italiana a Berlino (Torstraße 159), Gianluca Falanga ha presentato la nuova edizione de «Il ministero della paranoia. Storia della Stasi». L'incontro è stato moderato da Maria Grazia Orlandini. Gianluca Falanga…
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12 авг., 13:44изменён
«L’Italia? Era all’interno di una bolla pronta a esplodere. Le Brigate Rosse erano strutturate e avevano un consenso generale in alcune frange politiche che le aiutavano. Lei pensi che, durante l’inchiesta, abbiamo sentito un giornalista di un famoso periodico dire a un brigatista questa frase: "No guardi, non ci dica niente di questa cosa perché questo telefono potrebbe essere intercettato dai Carabinieri. Chiami subito questo altro numero". Ciò vuol dire che si sta aiutando lo Stato e la giustizia o il brigatista?»Luciano Infelisi, già sostituto procuratore generale a Roma, ripercorre in una intervista esclusiva a Spazio70 alcuni passaggi delle inchieste sui casi Moro e Pecorelli. Un racconto che restituisce il clima di una stagione segnata da interessi molteplici e spesso conflittuali.🎲 Contenuto riservato agli abbonatihttps://spazio70.com/anni-70/intervista-infelisi-moro-pecorSpazio70Moro e Pecorelli: intervista a Luciano InfelisiInfelisi, già sostituto procuratore generale a Roma, ripercorre alcuni passaggi delle inchieste sui casi Moro e Pecorelli. Un racconto che restituisce il clima di una stagione segnata da interessi molteplici e spesso conflittuali
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11 авг., 20:31
Roma, Milano, Bari. È il 1979 e nelle grandi stazioni italiane comincia a essere visibile un fenomeno al quale il Paese non sembra ancora preparato. Uomini e donne provenienti dall’Africa, dal Mediterraneo, dall’Asia si incontrano nelle ore libere dal lavoro. Sono colf, operai, facchini, lavoratori portuali, ambulanti. Molti sono regolari, molti altri semplicemente non esistono nelle statistiche ufficiali.Il 20 marzo di quell’anno OP – Osservatore Politico, il settimanale di Mino Pecorelli, dedica un’ampia inchiesta all’immigrazione in Italia. Il titolo è volutamente allarmante: «Sta per scoppiare una bomba». Ma, al di là del linguaggio e di alcune espressioni inevitabilmente figlie del tempo, il documento restituisce la fotografia di un Paese che sta vivendo quasi senza accorgersene una trasformazione profonda.L’Italia è ancora, nell'immaginario collettivo, terra di emigranti.Spazio70«Sta per scoppiare una bomba»: l'immigrazione in Italia secondo OP (1979) - Spazio70«Gli stranieri in Italia vanno aumentando di giorno in giorno e forniscono del nostro Paese un'immagine cosmopolita mai avuta prima e che, forse, non corrisponde appieno alla realtà. Quanti sono? Da dove vengono?»
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10 авг., 08:45
Roma, primavera del 1983. Maurizio Abbatino è un latitante. Ha poco meno di trent’anni, diversi passaggi in carcere alle spalle e tre mandati di cattura appena emessi dal giudice istruttore Guido Catenacci. Due riguardano altrettanti omicidi, il terzo un’associazione a delinquere finalizzata a una lunga serie di reati. Quando gli uomini della Squadra Mobile vanno a cercarlo nella sua abitazione dell’AXA, però, «Crispino» è già scomparso.Non è il solo. Dopo anni di omicidi, rapine, traffico di droga, usura e gioco d’azzardo, alcuni dei principali esponenti della cosiddetta Banda della Magliana sono ormai ricercati o «altrove». Franco Giuseppucci è morto nel 1980; Marcellone Colafigli è stato arrestato. Restano da trovare, tra gli altri, Abbatino, Edoardo Toscano ed Enrico De Pedis.Nel 1983 non esistono telefoni cellulari da localizzare o telecamere disseminate per la città. PerSpazio70Cherchez la femme: come la Squadra Mobile di Roma catturò i vertici della Banda della Magliana - Spazio70Una giovane donna, un sospetto, una palazzina alla periferia di Roma. Da lì partì l’operazione che portò all’arresto di due esponenti di spicco della Banda della Magliana. Era il maggio 1983
Spazio70
8 авг., 19:42
È online il numero zero della newsletter di Spazio70.Inchieste, documenti, materiali d'archivio e qualche anticipazione sul lavoro che stiamo portando avanti.Un nuovo spazio per raccontare ciò che facciamo — e, soprattutto, come lo facciamo.Buona lettura.➜ https://mailchi.mp/6424b4957922/spazio70-newsletter-n-0-agosto-2026
