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  • Bezzy Book Garage

    19 Sept, 13:56edited

    Taira no Tomomori
  • Bezzy Book Garage

    16 Sept, 15:16

    forwarded from @keikorivista

    Ci siamo!Siamo finalmente pronti a presentarvi Keiko n.3 e gli articolisti e artisti che hanno collaborato a questo nuovo numero della rivista.Come al solito lo faremo in live sul canale Twitch di @terreillustrate, giovedì 17 settembre alle 21:30.Intanto vi lasciamo con questo piccolo spoiler dalla nuova copertina. Per vederla nella sua interezza, non mancate!https://www.twitch.tv/terreillustrate
  • Bezzy Book Garage

    16 Sept, 15:16edited

    Vi spammo la live di Keiko 3 che ci sarà domani. Keiko è una rivista totalmente autoprodotta di critica e analisi sul fumetto, con contributi poliedrici ed eclettici. Se non la conoscete, è una buona occasione per incontrarla.
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  • Bezzy Book Garage

    16 Sept, 15:10

    Una delle cose che ricordo mi rimase impressa di H2 era la relazione tra Hiro e Hikari. All'epoca della prima lettura probabilmente non avevo gli strumenti per poter comprendere davvero le dinamiche tra i due, incasellata com'ero in definizioni fisse dei sentimenti, che quindi mi erano apparse estremamente enigmatiche, ma in qualche modo affascinanti. La consapevolezza che la tassonomia è sempre artificiale, soprattutto nei sentimenti, mi ha permesso invece di coglierne l'estrema poesia. Devo dire che mi sono ritrovata stupita di come Adachi, che all'apparenza è il re delle dinamiche da cotte adolescenziali, sia riuscito a scrivere una coppia di personaggi dalla relazione (ai miei occhi) così struggente, mascherandola abilmente da qualcosa di più semplice. Il capitolo di loro due al mare mi ha triturato.
  • Bezzy Book Garage

    16 Sept, 15:08

    Ricordavo pochissimo del volume uno se non che mi aveva lasciato la sensazione di una sorta di prologo, circostanza poi confermata dallo stesso autore. Nel secondo volume la storia comincia a muoversi e vediamo anche un frammento del passato che mostra come si è finiti in quel presente, anche se molte cose rimangono ancora oscure. Non sono un’amante della dinamica “giro un mondo apocalittico e mostro le varie tribù di spiantati che sopravvivono”, ma in questo caso è tutto funzionale alla trama. La critica principale che devo sollevare è che l’espediente che usa per mettere in moto tutta la storia è, come dire, piuttosto inverosimile. Si capisce che è l’unica soluzione che è riuscito a trovare per poter tenere insieme tutta una serie di elementi che voleva avere nella storia e che gli sarebbero serviti per il dopo, però questa soluzione è di fatto abbastanza stupidotta. E il font
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  • Bezzy Book Garage

    16 Sept, 15:05

    È sempre più difficile trovare fumetterie dove si possa fare del serio digging, non solo perché c’è stata una generale razzia post-covid da parte di bagarini ignoranti in cerca dell’affare, ma anche perché tenere quintali di magazzino è un costo e a una certa bisogna per forza fare ordine. Qualche posto comunque esiste e resiste. Nel frugare in uno di questi posti sono incappata in questa cover incredibile, che non potevo lasciare lì. Arrivata alla cassa, lo stesso titolare del negozio mi fa “E questo cos’è?” che è esattamente il tipo di dinamica che mi manca nelle moderne fumetterie tutte ordinatine. Insomma salta fuori che questa è una rivista underground inglese del 1978 stampata a Birmingham, che mi sta trascinando in un rabbit hole sul fumetto underground britannico. Vi terrò aggiornati.
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  • Bezzy Book Garage

    16 Sept, 15:03

    E comunque questo è un adesivo.
  • Bezzy Book Garage

    16 Sept, 15:03

    Finalmente riesco a mettere le mani su un volume giapponese di Galette, rivista che nella sua fattura si vede essere stata pensata per durare. Starei a guardare il disegno della cover per ore e ore ogni giorno, in ogni caso rispetto al progetto di traduzione in inglese l’originale giapponese non ha la sovraccoperta, ma ha alcune cose che non sono state trasposte nella traduzione, come per esempio alcune pagine stampate in inchiostro colorato e alcuni contenuti fotografici. Il materiale a colori mi sembra si equivalga tra le due versioni.
  • Bezzy Book Garage

    16 Sept, 15:02

    Ricordo molto bene quando vidi per la prima volta Pompei di Frank Santoro: ero con un gruppo di amici, il fumetto era in una cesta dei libri sconto di una libreria a Bologna e un amico lo fece comprare senza esitazione a un altro del gruppo, con un entusiasmo che mi rimase impresso. Pompei è un fumetto che ti inganna. Si presta a una lettura veloce, i suoi tratti abbozzati fanno scorrere lo sguardo quasi impedendo di soffermarsi anche solo un secondo di più sulle tavole. Anche sul tema del fumetto siamo ingannati, perché il racconto delle vicende dei personaggi all'ombra dell'eruzione del Vesuvio è solo lo strato di cenere che copre una riflessione molto più ampia sul disegno e sul rapporto tra realtà e immagine. È un fumetto che forza una ruminatio di cui forse nessuno è più capace, ma di cui penso sul serio abbiamo tutti terribilmente bisogno e non solo con i fumetti.
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  • Bezzy Book Garage

    16 Sept, 15:01

    Possiamo dire che l’edizione Peow di Stop!! Hibari-kun è infinitamente superiore a quella italiana? Quantomeno per l’estetica, piena di dettagli grafici e scelte cromatiche davvero azzeccate. Ma in effetti anche contenutistiche, per dire la minuscola presentazione di Hisashi Eguchi sull’obi del manga cita Sonny Boy, che sono sicura ben pochi abbiano visto. In ogni caso, ottima occasione per rileggersi questa follia di manga pieno di quell’umorismo irriverente che per fortuna non è stato alterato da localizzazioni inutili e indecenti (tanto che infatti c’è stato bisogno del disclaimer degli editori perchè già li vedo gli americani impazzire).
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  • Bezzy Book Garage

    16 Sept, 14:55

    Questo MERCOLEDÌ ritorna il Bezzy Book Garage con la protezione di SanGenCyborg (grazie alla lurker che mi ha regalato il santino). Non so se riuscirò a caricare quello che ho preso ad Afa, ma nel caso lo vedrete nei prossimi BBG.
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  • Bezzy Book Garage

    9 Sept, 15:10edited

    Nel 2017 andai a Bonn a trovare un’amica e lei ben conscia delle mie ossessioni mi portò a vedere una bellissima mostra sulla storia del fumetto al Bundeskunsthalle, con sale tematiche e moltissime tavole originali. All’epoca non comprai il catalogo per questioni di peso della valigia e di soldi e come tutte le cose che non compro quando devo poi passo il resto della vita a cercarle (e non sempre le trovo). Quindi insomma erano anni che stavo cercando questo catalogo senza successo e finalmente mi si è palesato di punto in bianco e per di più a un prezzo incredibile. Non ho nessun supporto del telefono quindi non riesco a fare un video decente, fatemi sapere se volete dei video a parte dei librettini. Update: provo molto fastidio per la dicitura Graphic Novel bella stampata in copertina e a cui è stata dedicata una sala, ma ci saranno i modi e gli spazi per discutere di questa
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  • Bezzy Book Garage

    9 Sept, 15:08

    Delle avventure di Yang Kuaikuai e Li Yu mi mancava giusto questo volume, che ho trovato forse fin troppo più maturo dei precedenti. Adoro lo stile di disegno di Yi Yang, ma gli altri due volumi, pur essendo belli nel loro complesso, avevano comunque qualcosa che mancava. Questo “terzo” volume affronta tuta serie di temi molto adulti che in effetti molti di noi si sono trovati ad affrontare in adolescenza e quello che mostra bene questo fumetto è che non avevamo minimamente gli strumenti per affrontarli. Forse c’è addirittura troppa carne al fuoco e la risoluzione finale sembra un po’ compressa in poche pagine, ma nel complesso è un volume molto maturo e per certi versi perfino emotivamente pesante da digerire. Spero in realtà che questa serie di storie vada avanti e che potremo vedere il maturare dei due protagonisti come stiamo vedendo maturare l’autrice come fumettista. Certo mi
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  • Bezzy Book Garage

    9 Sept, 15:06

    Beh insomma mi sono accorta di aver letto il 4 senza aver letto il 3, non so se mi fosse mai successa una cosa del genere senza che fosse voluta, comunque è successo e devo dire che a parte una leggera sensazione di essermi persa qualcosa, tutto sommato la storia si segue e non so se questo sia un bene o un male. La spirale di follia cresce lentamente ma inesorabilmente, sappiamo già dove porteranno questi deliri ma in qualche modo non riusciamo a intuirne la direzione precisa. Che paura.
  • Bezzy Book Garage

    9 Sept, 15:05

    Volume che si focalizza principalmente sulla parte della competizione tra studenti per il posto “da titolare” nella banda della scuola, con tutta una serie di dialoghi e riflessioni mega pacco e che non sempre condivido. Per come stanno andando le relazioni tra i personaggi penso che questo manga mi farà venire l’orticaria, era giá una certezza con i volumi letti fin qua ma questo sesto volume ha portato la frustrazione a livelli massimi - con le prof che non si mettono insieme e la comparsa di un nuovo potenziale ragazzo che potrebbe “cogliere il giglio”.
  • Bezzy Book Garage

    9 Sept, 15:05

    Avete presente quell’amico che riesce in tutto? Non necessariamente senza sforzo (anche se le persone così ci sono e di solito cascano sempre in piedi), ma con la vittoria sicura, mentre noi ci sforziamo per raggiungere la stessa vetta e, pur sapendo di non essere da meno, non riusciamo a raggiungerla. Non importa quanto sia forte il legame con questa persona, non potremo mai davvero levarci quel senso di competizione e di invidia per quella luce che noi non riusciremo mai ad avere. Il Giappone, se da un lato celebra solo e unicamente i vincitori (nei tornei il secondo e terzo posto è come se non esistessero), dall’altro ama profondamente chi perde, come insegna il libro magistrale La nobiltà della sconfitta. Nel guardare il Koshien vi accorgerete che dopo la partita la maggior parte delle inquadrature è dedicata alla squadra perdente: giocatori in ginocchio a raccogliere la sacra terra
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  • Bezzy Book Garage

    9 Sept, 15:03

  • Bezzy Book Garage

    9 Sept, 15:02

    Un blast from the past per riscoprire la fanza con cui ho scoperto Yellow Kim. I disegni di pura follia politica di questa "Ulcera del Popolo" risuonano sacrileghi come la prima volta che li vidi. Per chi non sapesse cos’è Yellow Kim, consiglio di fare le seguenti cose rigorosamente in questo ordine: 1) guardare questo video: https://youtu.be/2OYKR5BVoGs?is=5qkEgje0xcCWXZjm 2) Leggere questo articolo “Yellow Kim: diario della scoperta della misteriosa casa editrice nord coreana” dentro il leggendario numero zero di Keiko https://www.keikorivista.it/catalogo/Yellow Kim è una delle vicende che mi ricorda perchè amo e continuo ad amare profondamente il fumetto. E ogni volta questa vicenda mi piace come la prima volta.
  • Bezzy Book Garage

    9 Sept, 15:01

    Per me esiste un prima e un dopo l’aver visto Il contrattacco di Char e un dopo, come sa bene chi ha la sfortuna di frequentarmi nel mondo reale dato che a intervalli regolari li ammorbo con sta cosa. E sempre a intervalli più o meno regolari torno a rimpinguare la mia raccolta di chirashi e quando ho visto questo non mi sono trattenuta. Tra l'altro sul retro ci sono i prezzi dei bilietti e c'è l'ingresso bambini e io mi chiedo chi cazzo porti dei bambini a vere Il contrattacco di Char (ziopera).
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  • Bezzy Book Garage

    9 Sept, 15:01

    Non girarsi dall'altra parte di fronte alla visione di una vita andata in pezzi è qualcosa che richiede molto coraggio, ancora di più se chi si ha di fronte manca di gratitudine. Proprio perché l'accettare lo stato misero della propria esistenza sarebbe insostenibile, ci si sfoga sul prossimo, anche se in realtà si sta parlando a se stessi. Come un ristorante che puzza può servire ottimo ramen, fermarsi alle apparenze spesso fa percepire solo una parte infinitesima della realtà, ma ci vuole coraggio per entrare e ordinare. Keigo Shinzo in stato di grazia non molla un cazzo con questa serie che io mi chiedo a ogni volume come sia stata possibile sotto ogni punto di vista.
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