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Cronache Ribelli
22 Sept, 13:48
Clorinda Menguzzato era nata a Castello Tesino, in Trentino, il 15 ottobre 1924 in una famiglia di modeste condizioni; prima della Resistenza aveva lavorato come venditrice ambulante insieme al padre. Dopo l’8 settembre 1943 assistette alla deportazione dei soldati italiani catturati dai tedeschi e destinati ai campi di internamento: alla stazione raccoglieva i biglietti che i militari riuscivano a far passare dai vagoni, per consegnarli alle loro famiglie. Nell’estate del 1944 entrò nel battaglione partigiano Gherlenda della Brigata Garibaldi “Antonio Gramsci”, operante tra il Trentino e il Bellunese. Prima fu chiamata “Garibaldina”, poi assunse il nome di battaglia “Veglia”. Svolgeva compiti di staffetta e infermiera e partecipava ai collegamenti con le formazioni partigiane. Il 6 ottobre 1944 i partigiani del Gherlenda attaccarono la caserma del Corpo di Sicurezza Trentino a CastelloCronache RibelliResistenza e antifascismoQuesta collana racchiude i nostri testi sulla Resistenza e sull'antifascismo, che occupano un posto centrale nel nostro lavoro di divulgazione storica: pensiamo infatti che sia essenziale riscoprire il ruolo rivoluzionario e ribelle della Resistenza italiana.
Cronache Ribelli
22 Sept, 13:48

Cronache Ribelli
21 Sept, 12:24
Albert era nato il 14 ottobre 1912 a Ehrenfeld, uno dei quartieri più popolari di Colonia. Stregato dalle bici che sfrecciano nei due velodromi della città, decide di darsi alle corse. Ernst Berliner, ex ciclista di origine ebraica, lo nota e decide di allenarlo fino al primo trionfo importante nel Gran Prix de Paris. Arriva il 1932 e ci sono le Olimpiadi, “il cannone di Ehrenfeld” vince le selezioni per far parte della squadra tedesca. Ma non andrà a Los Angeles. Secondo alcuni l’origine ebraica del suo allenatore gli costa il palcoscenico più importante. Ma non importa. Sempre nel 1932 ci sono anche i mondiali dilettantistici di ciclismo su pista a Roma. Questa volta “il tedesco a otto cilindri” partecipa e vince con una prova eccezionale. Poco dopo si trasferisce in Francia e diventa uno degli sportivi stranieri più amati. Negli anni diventerà per sette volte campione tedesco,Cronache RibelliA ormai oltre sette anni dalla sua pubblicazione, Cronache Ribelli continua ad essere un piccolo miracolo editoriale: è giunto infatti alla sua quinta edizione, con oltre 8.000 copie vendute senza passare dalla grande distribuzione. Questo libro è disponibile…
Cronache Ribelli
21 Sept, 12:23

Cronache Ribelli
20 Sept, 18:24
Per tutti i compagni Felice era “u Megu”, il medico dei poveri, perché lui curava chiunque. Era nato a Imperia nel 1918. Rimasto presto orfano di padre, viene educato dalla madre Maria, maestra di solide idee antifasciste. Mentre si trova a Roma per finire gli studi in medicina, Felice aderisce clandestinamente al Partito Comunista. Si trova di nuovo ad Imperia alla caduta del fascismo e viene arrestato dai carabinieri. Con l’armistizio decide di prendere le armi e con altri giovani sale sulle colline sopra Oneglia. Il gruppo con il passare dei mesi si ingrossa anche grazie alla fama acquisita dopo uno scontro a Montegrazie, quando in seguito ad un rastrellamento dei fascisti Felice e i suoi invece di sganciarsi decidono di dare battaglia uccidendo alcuni nemici e facendone prigionieri due. Felice non li passa per le armi ma prova a conquistarli alla causa della Resistenza. SebbeneCronache RibelliPartigiani Contro - La Resistenza oltre la narrazione istituzionaleNella prima parte del testo vengono approfondite le memorie sulla Resistenza, le loro origini, le loro finalità, il successo e l’oblio a cui sono andate incontro, per poi presentare i cardini su cui costruire una nuova narrazione della storia partigiana.…
Cronache Ribelli
20 Sept, 18:24

Cronache Ribelli
20 Sept, 12:59
L’odio fu sicuramente ciò che mosse la mano di Gabriel David Marino quando, nell’ottobre del 2015, uccise brutalmente Diana Sacayán dopo averla legata, picchiata e accoltellata. Diana era una donna trans, era un’attivista per i diritti delle persone non binarie, era un punto di riferimento per la sua comunità. E fu per quello che venne uccisa. Per ciò che era, per ciò che diceva, per ciò che rappresentava. Diana nacque nel 1975 da una famiglia di origini Diaguita (un gruppo nativo delle zone al confine tra Cile e Argentina). Erano 15, tra fratelli e sorelle, e vivevano in condizioni economiche difficili che li portarono a trasferirsi a Buenos Aires. Nella capitale argentina Diana iniziò le sue battaglie che riguardavano in primo luogo l’identità sessuale e di genere, ma anche la giustizia sociale e i diritti dei nativi, battaglie che per lei erano fortemente intrecciate. Lottò con forzaCronache RibelliBe Gay, Do Crime - Almanacco di ribellioni e resistenze queerTi sei mai chiest* quali sono stati i primi atti di resistenza queer o in che modo le comunità queer si siano organizzate contro l’oppressione in tutto il mondo? Be Gay, Do Crime esplora queste storie e molte altre, da feroci atti di resistenza a gioiose…
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20 Sept, 12:59

Cronache Ribelli
18 Sept, 13:04
Questa terribile foto racconta la strage di Castel Volturno, una strage compiuta dalla camorra, specificamente dalla fazione del Clan dei Casalesi guidata dal boss Giuseppe Setola. L'evento si è verificato la sera del 18 settembre 2008 e ha portato alla morte di Antonio Celiento, precedentemente coinvolto in una sala giochi e sospettato di collaborare con le forze dell'ordine, e di sei immigrati africani, vittime innocenti dell'attacco. Gli immigrati, Kwame Antwi Julius Francis, Affun Yeboa Eric, Christopher Adams dal Ghana, El Hadji Ababa, Samuel Kwako dal Togo e Jeemes Alex dalla Liberia, si trovavano in un laboratorio di sartoria chiamato Ob Ob Exotic Fashion a Ischitella, un'altra frazione di Castel Volturno. L'attacco, compiuto con un volume di fuoco impressionante, almeno 125 colpi con sette armi in trenta secondi, venne indirizzato verso persone che non avevano alcun precedente,
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18 Sept, 13:04

Cronache Ribelli
17 Sept, 18:04edited
Anna Kuliscioff nacque nel 1855 in Crimea. Fin da giovanissima fu strenua oppositrice del regime zarista. Il suo primo compagno morì in carcere e lei fuggì in Svizzera per evitare l’arresto. Qui conobbe Andrea Costa: con lui negli anni ‘80 dell’800 tornò in Italia, e insieme lavorarono intensamente alla diffusione del pensiero socialista. Quando il loro rapporto si interruppe, Anna si trasferì a Milano dove divenne nota come “dottora dei poveri” per la sua grande abnegazione nel fornire cura e assistenza alle classi subalterne (aveva studiato medicina e scoprì anche l’origine batterica delle febbri post parto). Nel capoluogo lombardo incontrò Filippo Turati, con cui iniziò un rapporto di complicità sentimentale e politica. Kuliscioff fu poi la promotrice della legge volta a tutelare il lavoro minorile e femminile e infine si batté allo scoppio della Grande guerra per la causa della pace.Cronache RibelliAnna Kuliscioff - Il monopolio dell'uomo e altri scrittiIl monopolio dell’uomo è la trascrizione della conferenza che Anna Kuliscioff tenne al Circolo Filologico Milanese il 27 aprile 1890. In questo acuto e deciso intervento la relatrice analizza il tema della condizione femminile legandolo direttamente alla…
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17 Sept, 18:04

Cronache Ribelli
17 Sept, 12:49
Franco Basaglia nel 1945 era un giovane antifascista che pagò la sua lotta al regime col carcere. Un’esperienza che gli permise di conoscere Alberto Ongaro, anch’egli oppositore, e tramite esso sua sorella Franca. I due si innamorarono e, con gli anni, divennero non solo una coppia solida ma anche un’avanguardia che lottava per il rinnovamento di un sistema discriminatorio ed escludente nei confronti dei pazienti psichiatrici. Sebbene non fosse una psichiatra, Franca aveva imparato a conoscere sulla propria pelle le difficoltà che la vita può mettere sulla strada di ognuno di noi. Orfana dal 1945, dovette rinunciare agli studi universitari per aiutare la famiglia a risollevarsi da una condizione di difficoltà. Poi arrivò l’amore con Franco e la loro intensa collaborazione. Insieme scrissero testi fondamentali riguardanti non solo il mondo della psichiatria ma l’intera società, il ruoloCronache RibelliNellie Bly - Dieci giorni in manicomioDieci giorni in manicomio è il resoconto sconvolgente dell'inchiesta sotto copertura condotta nel 1887 dalla giornalista Nellie Bly, pseudonimo di Elizabeth Cochran. Fingendosi una malata psichiatrica, Nellie Bly si fece internare nel famigerato manicomio…
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17 Sept, 12:49

Cronache Ribelli
17 Sept, 07:24
Jina Mahsa Amini nacque a Saqqez, nel Kurdistan iraniano, in una famiglia curda. Aveva 22 anni quando morì, a Teheran, il 16 settembre 2022. Mahsa era il nome registrato ufficialmente; i suoi cari la chiamavano col nome curdo Jina. Nel 2022 era stata ammessa all'università di Urmia per studiare microbiologia. Nel settembre dello stesso anno Jina si trovava a Teheran con il fratello, durante un viaggio con la famiglia. Il 13 settembre venne fermata all’uscita della metropolitana dalla polizia morale iraniana. Le autorità sostennero che il suo hijab non fosse conforme alle disposizioni vigenti. La ragazza venne caricata su un furgone e portata al centro di detenzione di Vozara. Qui ebbe un collasso e venne trasferita in ambulanza all'ospedale Kasra, dove entrò in coma. Morì tre giorni dopo. Fin dalle prime ore le autorità iraniane sostennero che la morte fosse dovuta a una condizioneCronache RibelliBrigata Maddalena - storie di internazionaliste dal RojavaParte dei fondi raccolti con questo libro saranno desinati alle attività del Centro di Jineolojî. Realizzato con il contributo del Centro di Jineolojî, l'istituto di Jineolojî Andrea Wolf e CENÎ - Ufficio delle donne curde per la pace, Brigata Maddalena è…
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17 Sept, 07:24

Cronache Ribelli
16 Sept, 12:28
Il 16 settembre 1982 i miliziani cristiano-falangisti di Elie Hobeika entravano nei campi profughi di Sabra e Shatila. È l'inizio di un massacro che durerà due giorni e farà centinaia di morti. Il raccapricciante episodio avvenne alla fine della guerra civile libanese e dell'assedio israeliano di Beirut. L'OLP di Yasser Arafat aveva concordato l'abbandono di Beirut da parte dei suoi quindicimila guerriglieri in cambio di garanzie sulla sicurezza dei profughi palestinesi che sarebbero rimasti nei campi. I soldati statunitensi, francesi e italiani, inviati per scortare la fuoriuscita dal Libano dei miliziani dell'OLP e per proteggere i civili palestinesi, se ne andarono dieci giorni prima di quanto previsto dagli accordi. Accordi sottoscritti in agosto anche da Israele, ma violati il 15 settembre, un mese dopo la morte di Bashir Gemayel, presidente della repubblica libanese. L'attentato
Cronache Ribelli
16 Sept, 12:27

Cronache Ribelli
15 Sept, 17:21
Era il 6 dicembre 1989 e Marc Lépine entrava armato nel politecnico di Montreal:nascondeva un fucile semiautomatico. Si diresse verso un'aula dove si stava svolgendo una lezione di ingegneria e costrinse gli studenti a dividersi tra ragazzi e ragazze. Fece uscire i primi e si rivolse alle ragazze: "Siete solo un mucchio di femministe. Io odio le femministe". Alla frase seguirono i colpi: sei ragazze persero la vita in pochi istanti. Quindi proseguì il massacro nei corridoi, nelle aule, nella caffetteria. Colpiva solo le donne: altre 6 troveranno la morte quel pomeriggio, 14 rimarranno ferite, due di loro moriranno in seguito. Anche quattro uomini rimasero feriti, per errore. Infine, Marc rivolse l'arma contro se stesso, suicidandosi. Nella nota che lasciò dopo il suicidio, Marc affermò di odiare le "femministe" colpevoli di avergli rovinato la vita. Marc, imbevuto di una propagandaCronache RibelliSgradito (fumetto)Sceneggiatura di Davide Di Vincenzo Illustrazioni di Paola Romano. *** Questa storia tratta un argomento estremamente attuale: il fenomeno degli incel. Gli incel hanno fatto della misoginia una filosofia, sviluppando analisi e teorie sul funzionamento del…
Cronache Ribelli
15 Sept, 17:20
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