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φιλοσοφία

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φιλεῖν (phileîn), "amare", e σοφία (sophía), "sapienza" o "saggezza", ossia "amore per la sapienza"

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  • φιλοσοφία

    22 Sept, 07:35

    Anche il mondo reale viene rappresentato secondo un codice di gesti, pose e attributi cui la posizione delle braccia e delle mani, come della testa, la presenza di abiti particolari e schemi definiti acquistano un significato specifico, che contribuisce alla lettura della scena.Ad esempio, nel caso di una donna che solleva un lembo del velo posto sul capo, nel gesto dell'apokalypsis (svelamento) si intende segnalare il contesto matrimoniale; È particolarmente associato alle raffigurazioni di Afrodite/Venere, dove il gesto può avere un significato di svelamento della bellezza. Mentre l'effetto del coinvolgimento estatico della musica è reso con il rovesciamento del capo all'indietro.Una grammatica di segni su livelli diversi gestisce quindi una sintassi figurativa che risponde a un'educazione comune e costituisce un repertorio di immagini condiviso, un' imagerie collettiva.Il contes
  • φιλοσοφία

    21 Sept, 08:35

    l'uso delle immagini sulla ceramica permette di usare i vasi anche come mezzo di comunicazione sociale.Le rappresentazioni all'inizio si riferiscono soprattutto alla funzione funeraria di grandi anfore e crateri, ma comprendono anche teorie di figure armate, cavalieri e, gradualmente, scene più complesse, che pongono i problema del loro significato, se generico o riferito a episodi mitici particolari.Compaiono in questo modo anche scene di naufragio, di guerra, duelli e altri soggetti che segnano il progressivo interesse per la decorazione figurata e la graduale costruzione di un codice interpretativo.Lo sviluppo della ceramografia corinzia prima e di quella attica poi si basa in maniera particolare sulla presenza delle raffigurazioni, che arricchiscono in maniera notevole il repertorio dei temi e delle iconografie, dando spazio sia a soggetti mitici sia a rappresentazioni
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  • φιλοσοφία

    10 Sept, 11:02

    «Gente di Sparta, odiosa a tutti gli uomini più di ogni altra razza: signori dell'inganno, maestri di trame malvage, tortuosa malattia della mente, quanto è ingiusto il potere che avete in Grecia! Dove ci sono più delitti che tra voi? Che vergogna, la vostra avidità: altro dice la vostra lingua, altro sta nel vostro pensiero - da sempre è cosa nota».È Andromaca a sfogare tanto odio contro l'eroe spartano Menelao e sua figlia Ermione, nella tragedia omonima di Euripide (vv. 445-452). E il vegliardo Peleo rincara la polemica, su un versante particolarmente delicato per la costumatezza famigliare dell'uomo greco:«Neppure se lo volesse, una fanciulla spartana potrebbe essere casta. Lasciano la casa, e insieme ai maschi stanno fra stadi e pale-stre, con le cosce nude e il peplo aperto» (w. 595-600). Al di là del pretesto mitologico, questi oltraggi sono miele alle orecchie del pubblico
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  • φιλοσοφία

    3 Sept, 17:30

    Due dei manufatti più tipici del periodo tardo geometrico (760/50-700) sono due anfore conservate ad Atene, rispettivamente l’anfora 804 e 990 ove sono rappresentati due momenti del rito funebre.Nella prima è rappresentato il momento dove viene esposto il morto sul baldacchino a cui segue il lamento rituale. La figura del morto non è chiaro se sia un uomo o una donna con il peplo.Ai lati del feretro sono presenti le figurate dei piangenti che portano le braccia al capo; ma un elemento chiave in questa rappresentazione è dato dal bambino che è posto alla testata del letto, mentre due figure sono sedute e due sono inginocchiate; smepre nel tipico gesto del lamento rituale. La scena è denominata Prothesis, letteralmente genuflessione.Per quanto concerne l’anfora 990 ciò che è importante nella lettura dell’opera è il fatto che venga rappresentata la società del tempo, e cioè quella
  • φιλοσοφία

    1 Sept, 09:20

    Di questa varia discendenza di Zeus, il posto piú particolarmente privilegiato nella considerazione di Esiodo è quello delle nove Muse, che con i loro nomi eloquenti incarnano tutti i caratteri e le prerogative di quella forma d'arte per eccellenza che è la poesia, la cui presenza nel regno di Zeus è una delle caratteristiche salienti:Kleió è colei che col canto dà la gloria, Euterpe fa sí che il canto rallegri, Thaleia presiede al canto che accompagna le feste, Melpomene collega il canto alla musica e Terpsicore alla danza, Erató suscita l'amore del canto, Polymnia presiede alla molteplicità delle musiche che accompagnano il canto, Urania ha un nome che richiama il regno di Zeus, infine Calliope è colei che impersona la bellezza della voce. In segaito al matrimonio di Zeus con Mnemosyne, dunque, quelle che noi chiameremmo le qualità intellettuali e in genere dello spirito entrano a
  • φιλοσοφία

    31 Aug, 09:01edited

    Il fatto che ne la teogonia l'avvento di una nuova generazione non comporti mai la messa in disparte definitiva della generazione precedente è esemplificato in vari momenti:1) dall'adesione alla lotta contro i Titani da parte di divinità delle precedenti generazioni (ad esempio, la promessa di Zeus e l'aiuto di Stige in Th., 383-403, o la richiesta dell'alleanza nei confronti dei Centimani in Th., 644-653); 2) dai matrimoni di Zeus con divinità delle generazioni spodestate: il dio si unisce con Mnemosyne (vv. 53-54, 56 e 915-917) appartenente alla progenie di Urano e Gaia, cioè alla stirpe dei Titani contro la quale Zeus e gli altri Olimpi avevano combattuto una dura lotta (vv. 629-725); Zeus sposa ancora Themis (v. 901), anch'essa della stirpe dei Titani (v. 135) e Burynome (v. 907), della generazione immediatamente seguente a quella dei Titani in quanto figlia di Oceano e Tethys (v.
  • φιλοσοφία

    30 Aug, 07:40

    Ulisse si trova sull'isola di Ogigia, vittima (così pare essere narrato) di Calipso, la dea luminosa. Siamo nel V canto.Qui scopriamo che Leus, convinto da Atena, decide di mandare il dio messaggero Ermete a comunicare a Calipso l'esito dell'Olimpo: deve lasciare partire Ulisse, senza se e senza ma.La dea si adira, accusa le altre divinità di invidia; rinfaccia loro tutti i casi precedenti in cui hanno deciso di separare una dea e un mortale. A Ermete riferisce che eseguirà gli ordini di Zeus, invece tenterà un ultimo, enorme, tentativo: è pronta a rendere Ulisse immortale, eternamente giovane.Questa è la risposta di Ulisse alla proposta di Calipso:«O dea sovrana, non adirarti con me per questo: so anch'io, e molto bene, che a tuo confronto la saggia Penelope per aspetto e grandezza non val niente a vederla: è mortale, e tu sei immortale e non ti tocca vecchiezza. Ma anche cosí
  • φιλοσοφία

    29 Aug, 15:55

    Si è detto che la Teogonia costituisce la testimonianza di uno sforzo di rappresentazione unitaria e coerente del mondo fisico e di quello divino; questo tratto costituisce una delle piú grandi caratteristiche del poema e forse anche una novità, un'impronta che accomuna in modo significativo il poema teogonico al Catalogo e agli Erga.Di conseguenza, la capacità inventiva del poeta nel creare nuove entità divine, nell'attribuire loro nomi, competenze e qualità è da questa prospettiva che va valutata, come il risultato dell'intento di comprendere e sistemare tutta la realtà in un complesso che si regga in maniera coerente e senza che al di fuori di questo alcunché venga tralasciato.Il grado di connessione e organicità della visione esio-dea del mondo appare nella sua intera misura se consideriamo i legami che il poeta istituisce fra le varie generazioni di divinità.La Teogonia è
  • φιλοσοφία

    26 Aug, 10:25

    La prima distinzione da fare è fra genealogie divine da una parte e genealogie eroiche o umane dall'altra, dal momento che in Omero i principi su cui queste si fondano non sono uguali.Se è giusto dire che in Esiodo Zeus non ha nulla in sé che lo accomuni ai suoi ascendenti, le cose non vanno diversamente per quanto riguarda il rapporto di Zeus con una parte almeno della sua discendenza, quella di derivazione omerica (per esempio, Apollo, Ermes, ecc.):non c'è nulla, all'infuori del fatto di partecipare della natura divina, che accomuni Zeus alle divinità che costituiscono questa parte della sua discendenza.Per di piú, questa assenza di tratti ereditari che possano dichiarare la presenza operante di un legame genealogico fra il genitore e i figli, in genere si accompagna, negli dèi Olimpi di Omero, anche all'assenza di una qualunque altra specie di caratterizzazione veramente
  • φιλοσοφία

    25 Aug, 10:16

    la Teogonia è anche - se non soprattutto - una poesia su come il mondo è venuto a essere quello che è.Però il criterio genealogico, per assurgere nelle mani di Esiodo a struttura portante di un intero poema, dovette subire mutamenti e adattamenti dei quali non sempre si è tenuto sufficientemente conto. Per esempio, è perfettamente legittimo e corretto partire dalle genealogie eroiche presenti in Omero per mettere in evidenza gli elementi che accomunano o distinguono queste da quelle divine della Teogonia, ed è giusto anche rifarsi alle parole poste dalla Philippson in apertura del suo saggio:«Il genos realizza [...] come unità una molteplicità di membri sia nel senso longitudinale che in quello trasversale di un decorso temporale. Questa unità è condizionata dal fatto, appartenente al concetto originario del genos, [...] che il primo progenitore continua a vivere in tutti i suoi
  • φιλοσοφία

    23 Aug, 09:11

    L’azione fondante nei riti della Grecia classica è rappresentata dal sacrificio, che può essere di due tipi:quello cruento, che prevede l'uccisione di vittime animali, e quello incruento, comprendente l'offerta di beni, in genere alimentari.Le due forme possono essere alternative (alcuni culti non prevedono il sacrificio cruento), ma più spesso si integrano in una sequenza rituale che varia a seconda delle diverse comunità. In genere, quando si tratta di una vittima animale, questa viene suddivisa in porzioni uguali, dopo averne asportato la pelle e un pezzo privilegiato (spesso la coscia) destinati al sacerdote o al corpo sacerdotale;le ossa lunghe, il grasso e in alcuni casi piccoli pezzi delle varie parti del corpo sono bruciati sull'altare per il dio.Il resto è destinato alla commensalità dei membri della comunità, qualificandone il ruolo di cittadini di pieni diritti; può
  • φιλοσοφία

    21 Aug, 09:07

    È nel secolo VIII che il mondo greco sembra conoscere una vera e propria rivoluzione insediativa e culturale. L'incremento della produzione e del consumo, lo stabilizzarsi di pratiche religiose e sociali e la comparsa della scrittura, derivata dall'alfabeto fenicio, sono i segni di un cambiamento epocale.In questo contesto l'emergenza della polis, in genere tradotta in italiano come "città-stato" costituisce uno dei tratti più tipici, nonostante si sia sviluppata solo in alcune regioni.La parola deriva dalla radice ptol- che evoca l'aspetto bellico e difensivo dell'insediamento; nei testi micenei per indicare l'abitato si usa il termine wasty, che persiste anche in età storica, ma con un'accezione meno connotata politicamente.Polis acquista un significato estensivo, che comprende l'insieme della struttura sociale, associando il significato di comunità, di abitato e di territorio.
  • φιλοσοφία

    19 Aug, 12:13

    Nonostante in theogonia, vv. 100-101 Esiodo faccia riferimento a generi poetici tradizionali, quello degli eventuali modelli e precedenti costituisce un problema di non facile soluzione.Per quanto riguarda Omero, nonostante la somiglianza nella disponibilità e nell'uso degli strumenti espressivi - e in proposito la ricerca ha dato frutti assai importanti - i contenuti e gli intenti della poesia di Esiodo presentano caratteri totalmente innovativi.Per prima cosa la Teogonia rappresenta soprattutto un tentativo - il primo e uno dei piú importanti - di proporre una visione sistematica del mondo fisico e di quello divino; o meglio, del mondo sub specie divina; tuttavia non può essere definita poesia religiosa, anche se contiene elementi non trascurabili di innografia religiosa. Esiodo non manifesta alcun sentimento di particolare pietà o venerazione per le divinità di cui parla e di cui
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  • φιλοσοφία

    18 Aug, 09:55

    Zeus lo manda a Delfi e alle correnti della fonte Castalia, perché di là profetizzasse ai Greci, interpretando ciò che è giusto e appropriato. Ma Apollo, salito sul cocchio, incitò i cigni a volare verso gli Iperborei. Quelli di Delfi, orbene, quando seppero ciò, dopo aver composto un peana e la sua musica, e aver istituito danze di giovani intorno al tripode, invocarono il dio perché venisse via dagli Iperborei. E quello, dopo di aver dato responsi oracolari per un anno intero tra gli uomini di laggiù, quando ritenne che fosse giunto il momento opportuno perché risonassero anche i tripodi di Delfi, ordinò questa volta ai cigni di volare indietro dagli Iperborei. Era allora estate e proprio la mezza estate, quando secondo Alceo Apollo si mosse dagli IperboreiContro la tesi di ilamowitz, che fissava l'origine di Apollo in Asia Minore (Licia) - ed era accolta da Nilsson - si è poi
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  • φιλοσοφία

    15 Aug, 09:45

    Un'opera originale di Skopas minore, databile alla fine del Il secolo a.C., è stata riconosciuta nel cosiddetto Ares Ludovisi, scultura definita dal Winckelmann come "il più bel Marte dell'antichità".La statua raffigura il dio seduto su una roccia, con la gamba destra allungata in avanti e la sinistra che, piegata e appoggiata su un elmo, serve da sostegno alle braccia incrociate. Reca in mano la spada, mentre gli schinieri e lo scudo rimangono appoggiati alla roccia.Ai suoi piedi è un piccolo Eros con una faretra nella mano sinistra e un arco, perduto, nella destra.Anche in questo caso è stato sottolineato il carattere eclettico dell'opera:alla posa fidiaca dell'Ares, ricollegabile all'immagine del dio nel fregio del Partenone, corrisponde il carattere scopadeo del viso dall'espressione patetica, pur essendo identificabili anche stilemi tardoprassitelei nella resa della testa;
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  • φιλοσοφία

    11 Aug, 18:51

    Oltre la vasca circolare, sul fondo della caverna di Sperlonga, un piedestallo ospitava il gruppo più colossale.Dominava l'insieme il corpo del ciclope Polifemo, steso su una roccia, addormentatosi per il troppo vino bevuto, il gran corpo disteso obliquamente, il capo abbandonato all'indietro.Ne sono stati rinvenuti solo alcuni pezzi, tra i quali la grande gamba muscolosa che, come il Laocoonte o l'Alcioneo o il Torso del Belvedere, inizia una potente diagonale che percorre l'intera composizione:Alla sua sinistra, i compagni di Odisseo spingono in direzione del suo unico occhio il palo appuntito; lo stesso Odisseo dirige il colpo con entrambe le mani, stando all'apice della piramide disegnata dall'insieme delle figure.Dell'eroe abbiamo la testa, coperta dal caratteristico pileo, il copricapo del navigante. L'espressione è resa ancora più intensa dall'approfondimento delle
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  • φιλοσοφία

    3 Aug, 13:21

    Nel 168 a.C., dopo la disfatta subita a Pidna dalle legioni di Paolo Emilio, la Macedonia è il primo dei grandi regni ellenistici a cadere sotto Roma.Lo stesso re Perseo viene condotto prigioniero a Roma. Nel contempo, anche Pergamo e la recalcitrante Rodi devono rientrare definitivamente nella sua orbita.Una lega delle città greche viene disfatta nel 146 a.C. e la città che ne è a capo, Corinto, rasa al suolo. Come Cartagine, distrutta nello stesso anno, sarà ricostruita da Cesare solo un secolo dopo. Roma può ormai imporsi nelle interminabili contese interne tra regni ellenistici.Nel 133 a.C. l'ultimo re di Pergamo, Attalo III, morendo senza eredi, sceglie come male minore di nominare come suo successore il popolo romano.La rivolta che ne segue dura cruentissima tre anni, che segnano il definitivo tramonto della città. Mercanti, pubblicani, amministratori romani possono
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  • φιλοσοφία

    1 Aug, 10:15

    La scena di Teseo che libera i fanciulli ateniesi dal labirinto, dopo aver ucciso il Minotauro, compare in una delle pitture che ornavano la Basilica di Ercolano, ed è anche riprodotta in alcune case di Pompei.La pittura di Ercolano, dovuta a una committenza pubblica, è di dimensioni molto maggiori, alta 1,90 m, ed è opera di un decoratore molto abile, certamente più vicino all'originale pittorico. Il quadro è dominato dal corpo di Teseo, simile a una statua nella ponderazione e nelle proporzioni lisippee, che volge bruscamente lo sguardo, conscio dell'impresa compiuta.I fanciulli ateniesi, salvati da una morte atroce, lo festeggiano: uno gli bacia la mano destra, un altro gli abbraccia la gamba sinistra, altri ancora esultano sulla destra, davanti alle mura del labirinto.Steso sul terreno, alla sinistra, il grande corpo senza vita del Minotauro, in una posizione che ricorda
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  • φιλοσοφία

    31 Jul, 09:04

    Con la morte di Alessandro e nessun erede che possa salire direttamente al trono inizia un periodo di scontri incessanti, con i quali i suoi generali si disputano il potere: è il periodo cosiddetto dei diadochi, di coloro che, già suoi compagni, vogliono succedergli.Una prima, provvisoria ripartizione dei poteri risale già al 321 a.C., col trattato di Triparadiso, che vede Antipatro nuovo reggente, e Antigono, Demetrio, Lisimaco, Tolomeo e Seleuco spartirsi le varie parti del regno.Morto anche Antipatro nel 319 a.C., riscoppiano le ostilità, nelle quali ad Antipatro subentra il figlio Cassandro, Si giunge così a una seconda pace, che praticamente conferma i possessi ottenuti dai vari generali. II lungo periodo di guerre, durante il quale Cassandro fa assassinare Roxane e il figlio tredicenne Alessandro, unico discendente diretto di Alessandro Magno, e tutti i diadochi assumono il
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  • φιλοσοφία

    28 Jul, 08:47

    L'Attica nel secolo IV torna ad avere nel campo della scultura un posto di grande rilievo.Atene è una delle città dove più si aspira alla fine delle guerre, che ne hanno stremato il potere sia politico che economico; subito dopo la pace di Antalcida del 386 a.C., la città vuole celebrare l'avvenimento con una grande statua dal forte contenuto propagandistico.Lì dove si trova il cuore economico e politico della città, l'Agorà, viene innalzata la statua della pace, in greco Eirene (Εἰρήνη).Questa, rappresentata da una maestosa figura femminile custodiva e alimentava la neonata ricchezza, in greco al maschile: Ploutos.Dunque non una statua di divinità o di eroi, ma di personificazioni di concetti ben terreni, di concrete aspirazioni della vita di tutti i giorni:pace e ricchezza, tra di loro in stretto rapporto. L'esecuzione dell'opera, in bronzo, era stata affidata a uno scultore
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