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22 Sept, 17:20
TRUMP EVITA NETANYAHU E INCONTRA MAMDANINetanyahu non solo non vedrà Trump neanche da lontano, ma ha dovuto anche annullare in fretta e furia l’incontro con Elon Musk, grazie al quale sperava di poter blandire nuovamente la potente e influente industria Hig Tech israeliana.In attesa dell’esito della riunione generale dell’Onu che si sta tenendo a New York, e dei tanti cruciali incontri a margine, quel che oggi, prima che tutto inizi, va rilevato è la débacle di Netanyahu.Al solito, Bibi era partito per fare sfracelli, convinto di potere incontrare nuovamente Trump e rinsaldare quell’asse che ha brandito finora come un martello di fronte all’opinione pubblica israeliana e che gli ha permesso di ostentare davanti ai suoi concittadini i tanti benefici che quell’asse prometteva: sostegno incondizionato a Israele su tutti i fronti e finanziamenti a pioggia. Una manna che sperava diPiccole NoteTrump evita Netanyahu e incontra MamdaniIn attesa dell'esito della riunione generale dell'Onu che si sta tenendo a New York, e dei tanti cruciali incontri a margine, quel che oggi, prima che tutto
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22 Sept, 15:17
11 SETTEMBRE: L'INSIDER TRADING CHE PRECEDETTE GLI ATTENTATI ALLE TORRILa Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti avviò un'indagine su un insider trading alquanto massivo da parte di figure sconosciute che sembrava avessero una conoscenza apparentemente precisa di ciò che sarebbe accaduto in quel giorno fatidico.Undici giorni fa la ricorrenza dell’11 settembre, ricordata a lungo, come di consueto, a reti unificate e su ogni media. Meno spazio, invece, è stato dato a un aspetto piuttosto interessante quanto colpevolmente dimenticato: l’insolito movimento di trading avvenuto pochi giorni prima degli attentati, ricordato da al Mayadeen.Era il 12 settembre 2001, un giorno dopo l’evento destinato a cambiare il mondo, quando la Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti avviò un’indagine su un insider trading alquanto massivo da parte di figure sconosciute chePiccole Note11 settembre: l'insider trading che precedette gli attentati alle TorriUndici giorni fa la ricorrenza dell’11 settembre, ricordata a lungo, come di consueto, a reti unificate e su ogni media. Meno spazio, invece, è stato dato a
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21 Sept, 16:39
IRAN. DOMANI RIUNIONE CRUCIALE TRA TRUMP E I LEADER DEL GOLFOLo scambio di messaggi si è svolto tramite la mediazione di Qatar e Pakistan, come ha comunicato il ministero degli Esteri del Qatar, che ha affermato che i mediatori stanno lavorando "senza sosta" per riavviare i colloqui tra Iran e Stati Uniti.In vista dell’incontro tra Trump e i leader dei Paesi del Golfo, che si terrà domani a margine del vertice Onu, la diplomazia ha accelerato. Domenica, parlando al Parlamento iraniano, il presidente dell’assise Mohammad Baqer Qalibaf ha dichiarato che le condizioni poste dall’Iran per chiudere il conflitto con gli Stati Uniti sono “assolutamente chiare, razionali e non negoziabili”, aggiungendo, come sintetizza l’agenzia Tansim “che gli intermediari hanno trasmesso in modo chiaro i messaggi e le condizioni dell’Iran alla controparte”.Inoltre, Majed Al-Ansari, portavoce delPiccole NoteIran. Domani riunione cruciale tra Trump e i leader del GolfoIn vista dell'incontro tra Trump e i leader dei Paesi del Golfo, che si terrà domani a margine del vertice Onu, la diplomazia ha accelerato. Domenica,
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21 Sept, 13:46
LO YOM KIPPUR, LA FESTA DELL'ESPIAZIONE, PER QUALI PECCATI?Oggi per gli ebrei è lo Yom Kippur, il giorno dell'espiazione dei peccati. Su Haaretz, Gideon Levy verga un sarcastico, dolente, drammatico, articolo sull'attualità di questa ricorrenza.Quest’anno, lo Yom Kippur dovrebbe essere abolito, probabilmente in modo permanente. Israele è già al di là del bene e del male. Gli ebrei sono incapaci di peccare, semplicemente perché tutto ciò che fanno è sempre giusto, morale, legale e persino sublime. Anche il digiuno deve essere abolito: quest’anno mangeremo come re, perché ce lo meritiamo.Lasciate che i Gentili digiunino. Se lo meritano. Lasciate che Dio digiuni. Anche lui se lo merita dopo tutto quello che ci ha fatto. Lasciate che digiunino le migliaia di palestinesi detenuti che muoiono di fame, non gli ebrei che non hanno mai fatto del male a nessuno. Il digiuno è doveroso per iPiccole NoteLo Yom Kippur, la festa dell'espiazione, per quali peccati?Oggi per gli ebrei è lo Yom Kippur, il giorno dell'espiazione dei peccati. Su Haaretz, Gideon Levy verga un sarcastico, dolente, drammatico, articolo
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20 Sept, 07:46
ANNUNCIATE NUOVE RIVELAZIONI SUL 7 OTTOBRE CHE INGUAIANO NETANYAHULa bufera sull'allarme ricevuto da Netanyahu sull'attacco di Hamas del 7 ottobre non si placa. Una nuova nube incombe sull'orizzonte del premier israeliano: Sufian Abu Zaida, ex funzionario di Fatah, in un'intervista rilasciata ieri ha annunciato che a breve rivelerà nuovi dettagli sull'avvertimento ricevuto dal capo di Hamas.La bufera sull’allarme ricevuto da Netanyahu sull’attacco di Hamas del 7 ottobre non si placa. Una nuova nube incombe sull’orizzonte del premier israeliano: Sufian Abu Zaida, ex funzionario di Fatah – che ebbe un ruolo centrale nel trasmettere la minaccia di Yahya Sinwar a Israele – in un’intervista rilasciata ieri ha annunciato che a breve rivelerà nuovi dettagli sull’avvertimento ricevuto dal capo di Hamas. A riferire l’annuncio è Jack Khoury su Haaretz.La vicenda è nota: un’inchiesta diPiccole NoteAnnunciate nuove rivelazioni sul 7 ottobre che inguaiano NetanyahuLa bufera sull'allarme ricevuto da Netanyahu sull'attacco di Hamas del 7 ottobre non si placa. Una nuova nube incombe sull'orizzonte del premier israeliano:
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19 Sept, 08:50
LA CATASTROFE CHE METTE ALLA PROVA IL NUOVO NEPALIl governo di Kathmandu ha inizialmente respinto le offerte di squadre straniere di ricerca e soccorso. Una scelta che ha suscitato forti critiche nel Paese, mentre migliaia di persone risultavano ancora disperse.Quando il 26 agosto l’alluvione ha devastato una regione del nord del Nepal ai piedi del Tibet, il governo di Kathmandu ha inizialmente respinto le offerte di squadre straniere di ricerca e soccorso. «Le offerte di aiuto sono naturali, ma al momento non ne abbiamo bisogno», aveva dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, spiegando che polizia ed esercito erano già impegnati nelle operazioni. Una scelta che ha suscitato forti critiche nel Paese, mentre migliaia di persone risultavano ancora disperse.Solo giorni dopo, sotto la pressione interna e delle ambasciate straniere, Kathmandu ha autorizzato l’ingresso diPiccole NoteLa catastrofe che mette alla prova il nuovo NepalL’esitazione iniziale si è però trasformata rapidamente in un problema politico interno. Sui social nepalesi l’account gen.znepal - la generazione Z è stata
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17 Sept, 17:06
RIAD PROPONE UNA TREGUA AGLI HOUTI E TRUMP PARLA DI PACE CON L'IRANGli Usa stanno riflettendo su come mantenere la loro presenza in Medio oriente dopo una guerra che ha distrutto la maggior parte delle loro infrastrutture militari nella regione.Messaggi contrastanti in Medio oriente. Da una parte Trump ha dichiarato che spera che il conflitto sia vicino alla fine, affermazione che ha una valenza diversa di altre perché martedì prossimo, a margine della riunione generale dell’Onu, si incontrerà con i leader dei Paesi del Golfo per parlare della guerra contro l’Iran e “sui piani statunitensi per una strategia postbellica”, come riferisce Arab news.Probabile che quest’ultima questione sia stato il tema dell’incontro tenuto in Germania la settimana scorsa dal Capo del Centcom, il generale Brad Cooper, e i capi di Stato Maggiore di Israele, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein,Piccole NoteRiad propone una tregua agli Houti e Trump parla di pace con l'IranDeve quindi rinsaldare i legami diplomatici con i propri clienti regionali e cercare di costringerli a prolungare nonostante tutto il patto leonino stretto
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17 Sept, 09:48
NAZA: FILMMAKER E DOCENTI ISRAELIANI A DIFESA DEL DOCU-FILM SUI CRIMINI DI GAZAMille filmmaker israeliani hanno firmato un appello in difesa dei due registi, Yuval Abraham e Rachel Szor, affermando la necessità che il film sia visto e sia oggetto di pubblica riflessione. Non solo: 14 docenti di diritto internazionale israeliani, prendendo spunto dal film, hanno chiesto un’indagine indipendente per far luce sui crimini di guerra commessi a Gaza.Il docu-film NAZA, che denuncia i crimini di guerra commessi contro i palestinesi, ha suscitato reazioni furibonde in Israele. Ma, al contrario di altre pubbliche denunce, alcune voci si sono levate a difesa. Voci flebili, che a stento riescono a superare il clamore delle accuse di tradimento – con annessa minaccia di revocare la cittadinanza ai registi – ma non possono e non devono essere ignorate dal resto del mondo.Diversi cronisti,Piccole NoteNAZA: filmmaker e docenti israeliani a difesa del docu-film sui crimini di GazaIl docu-film NAZA, che denuncia i crimini di guerra commessi contro i palestinesi, ha suscitato reazioni furibonde in Israele. Ma, al contrario di altre
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17 Sept, 06:17
NAZA: filmmaker e docenti israeliani a difesa del docu-film https://share.google/6wV40h1YHzWUYfL9jInsideOverNAZA: filmmaker e docenti israeliani a difesa del docu-filmmille filmmaker israeliani hanno firmato un appello in difesa dei due registi affermando deve essere oggetto di pubblica riflessione.
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15 Sept, 15:20
TRUMP PROVA AD RIAPRIRE IL DIALOGO CON L'IRANIeri avevamo accennato che Trump ora può permettersi iniziative che prima gli erano negate dai vincoli cui era costretto. Una libertà relativa, ovvio, che tanti sono ancora i lacci che lo stringono, ma pur sempre qualcosa. Tanto che ieri ha aperto, a suo modo, cioè come fosse una concessione, a una ritorno al dialogo con Teheran, dopo un periodo nel quale aveva assunto una posa attendista.L’apertura è stata respinta dal portavoce dell’esercito iraniano, che ha ribadito quali sono le condizioni per adire a questo passo, che poi è quanto Teheran ribadisce dall’inizio della cosiddetta tregua (armata).Un’apertura, quella di Trump, che sembra più una mossa della disperazione. Probabile che sperasse che il summit sul destino di Horumz tra i ministri degi Esteri dei Paesi del Golfo e quello iraniano, previsto per lunedì scorso in Oman e
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15 Sept, 06:04
Così Israele vuole zittire i registi di Naza https://share.google/TiZkG8tNXGCQHFqDGInsideOverCosì Israele vuole zittire i registi di NazaIl documentario "Naza", premiato a Venezia, denuncia le uccisioni di civili a Gaza e provoca la dura reazione del governo israeliano.
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14 Sept, 16:25
NETANYAHU E ZELENSKY INDEBOLITI: TRUMP È PIÙ LIBEROAl netto dei tragici errori dovuti al suo arrogante narcisismo, quel che conta è che, a causa della nuova debolezza di Zelensky e Netanyahu, in questi giorni Trump si è trovato a godere di una libertà di manovra prima impossibile. E si nota.Netanyahu è più debole, fiaccato dall’inchiesta-bomba di Haaretz che ha dato il destro a tanti di accusarlo di aver lasciato che Hamas attaccasse Israele il 7 ottobre (Hillary Clinton ha ipotizzato finanche che lo abbia permesso per rafforzare la propria posizione). Inoltre, deve riservare tutte le sue energie alla campagna elettorale più dura della sua carriera. Zelensky è fiaccato dalle incalzanti inchieste di NABU e SAP, che stanno falcidiando i suoi fedelissimi, ultimo dei quali il procuratore generale, costretto a fuggire nella notte dal suo Paese.Fattori che aiutano Trump a cercare laPiccole NoteNetanyahu e Zelensky indeboliti: Trump è più liberoNetanyahu è più debole, fiaccato dall'inchiesta-bomba di Haaretz che ha dato il destro a tanti di accusarlo di aver lasciato che Hamas attaccasse Israele il 7
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14 Sept, 12:22
RIMANDATO IL SUMMIT TRA PAESI DEL GOLFO E IRAN. VINCE LA GUERRAA comunicarlo le autorità omanite e quelle di Teheran, con queste ultime che hanno esplicitato la causa del rinvio: a chiederlo è stata l'Arabia Saudita.È saltato l’incontro odierno tra i ministri degli Esteri dei Paesi del Golfo e le autorità iraniane che avrebbe dovuto tenersi in Oman, a Muscat. ...Salta così la possibilità di un incontro di grande rilevanza, dal momento che i Paesi del Golfo erano chiamati de facto a suggellare l’accordo tra Iran e Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz, che dopo l’incontro sarebbe stata comunicata all’International Maritime Organization, l’ente che presiede al traffico marittimo globale.Passo significativo per regolare la questione di Hormuz che offriva il destro agli Stati Uniti di chiudere la partita con l’Iran accedendo a un nuovo negoziato centrato solo sul nucleare e lePiccole NoteRimandato il summit tra Paesi del Golfo e Iran. Vince la guerraC'è da considerare che l'Iran non aveva alcun interesse ad assestare il colpo, dal momento che la riuscita del summit, anche se non avesse avuto un esito
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12 Sept, 11:55
HORMUZ: LA FALSE FLAG PER IMPEDIRE IL SUMMIT DI LUNEDÌUn summit di rilevanza tettonica se si considera non solo la storia di rivalità tra il blocco sunnita e l'Iran e l'oggetto del summit: la gestione dello Stretto di Hormuz da parte di Iran e Oman, che la presenza degli inviati degli altri Paesi arabi in qualche modo ratifica.Lunedì i ministri degli Esteri dei Paesi arabi si incontreranno con una delegazione iraniana guidata dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Ne avevamo scritto ieri con certa trepidazione, oggi la conferma ufficiale. Così il media pakistano Dawn: Funzionari iraniani e dei Paesi arabi del Golfo si incontreranno lunedì a Muscat, capitale dell’Oman, per firmare un accordo che istituirà una rotta marittima tra Iran e Oman attraverso lo Stretto di Hormuz, come confermato dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian e riportato da Al Jazeera”.Così Pezeshkian inPiccole NoteHormuz: la false flag per impedire il summit di lunedìLunedì i ministri degli Esteri dei Paesi arabi si incontreranno con una delegazione iraniana guidata dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Ne avevamo
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11 Sept, 17:05
MEDIO ORIENTE: TRA MEDIAZIONI SEGRETE E RISCHI DI UNA OCTOBER SURPRISEDi portata minore, ma non per questo non importante, il rovescio subito dall'Arabia saudita che, rilanciando recentemente la guerra contro gli Houti - iniziata nel 2014 e messa in pausa negli ultimi due anni (750mila morti) - si è suicidata.Conquistando la città portuale di Mocha e le isole antistanti, gli Houti hanno preso il totale controllo dello Stretto di Bab al-Mandab, nel quale transita molta parte del commercio globale. Uno sviluppo che si sovrappone al controllo dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran, di cui gli Houti sono alleati.Un altro rovescio per Israele e Stati Uniti, che sull’onda del genocidio palestinese (che oltre a ragioni geopolitiche ha anche un significato simbolico per i circoli che credono nel fausto potere dei sacrifici umani) hanno provato invano a chiudere la partitaPiccole NoteMedio oriente: tra mediazioni segrete e rischi di una October surpriseConquistando la città portuale di Mocha e le isole antistanti, gli Houti hanno preso il totale controllo dello Stretto di Bab al-Mandab, nel quale transita
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10 Sept, 14:23
LEVY: LE SANZIONI BRITANNICHE DOVEVANO COLPIRE ISRAELE, NON I COLONI"Gli insediamenti sono Israele e Israele è gli insediamenti. La Linea Verde è scomparsa molto tempo fa e nessun'altra linea separa la Cisgiordania da Israele, a parte la linea dell'Apartheid. Siamo tutti israeliani e siamo tutti coloni. Siamo tutti responsabili di ciò che viene fatto in nostro nome".Gideon Levy scrive su Haaretz un lucido articolo sulle sanzioni imposte da Gran Bretagna e altri 10 Paesi contro gli insediamenti dei coloni israeliani. Ne riportiamo ampi brani: “La costruzione di case per i coloni su terre palestinesi rubate non si fermerà, né si fermerà il furto di bestiame, per via di ciò che ha fatto la Gran Bretagna, anche se il mondo si compiace di queste sanzioni. Il nuovo governo britannico afferma che in Cisgiordania è in corso una pulizia etnica, diventando così il primo Paese occidentale aPiccole NoteLevy: le sanzioni britanniche dovevano colpire Israele, non i coloniGideon Levy scrive su Haaretz un lucido articolo sulle sanzioni imposte da Gran Bretagna e altri 10 Paesi contro gli insediamenti dei coloni israeliani. Ne
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9 Sept, 14:19
TRUMP CHIAMA PUTIN (E NON ZELENSKY)Kiev è rimasta ferma nel suo rifiuto di accedere a un negoziato, da cui la distanza con Washington. D'altronde tale rigetto è evidente dalle dichiarazioni di Zelensky, attualmente concentrate sulla richiesta di difese aeree, in particolare Patriot.La notizia della telefonata di Trump a Putin in realtà ne nasconde anche un’altra: non ha chiamato Zelensky, smentendo tutte le anticipazioni che davano per certo che, ricevuto il rapporto sulla visita di Witkoff e Kushner a Kiev e Mosca, il presidente americano avrebbe contattato sia l’uno che l’altro. E anche se decidesse di telefonargli stasera o domani, il ritardo risulterebbe comunque significativo (atto dovuto, obtorto collo)……Richiesta che gli stolidi rappresentanti dei Paesi europei hanno accolto, destinando parte dei 90 miliardi di euro (90 miliardi…) concessi in prestito a Kiev all’acquisto diPiccole NoteTrump chiama Putin (e non Zelensky)La notizia della telefonata di Trump a Putin in realtà ne nasconde anche un'altra: non ha chiamato Zelensky, smentendo tutte le anticipazioni che davano per
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8 Sept, 13:35
HAARETZ. 7 OTTOBRE: NETANYAHU SAPEVA TUTTO E NON HA FATTO NULLANonostante gli avvertimenti, Netanyahu decide di non fare nulla, sicuro di avere "il controllo" della Striscia. Pressato dai capi della Sicurezza e della Difesa..."insisteva per non intensificare le ostilità e per preservare diligentemente la 'risorsa' chiamata Hamas".Stavolta è Netanyahu a essere vittima di un bombardamento. Figurato, giornalistico, ma la bomba è eplosa forte e chiara e la sua detonazione si è sentita in tutto il mondo. Impossibile riferire tutti i dettagli dell’articolo-bomba di Haatetz, nel quale si racconta come Netanyahu sia stato informato diverse volte, e in maniera autorevole, dell’imminenza di un attacco da Gaza poco prima del 7 ottobre e non abbia fatto nulla……Nell’articolo c’è molto altro, ad esempio che Israele la sera del 7 ottobre si è rifiutato di accettare subito la liberazione, senzaPiccole NoteHaaretz. 7 ottobre: Netanyahu sapeva tutto e non ha fatto nullaCosì si decise per un altro incontro dell'uomo di Fatah con Sinwar, a Gaza ovviamente. E qui riportiamo Haaretz: "'Allora?' chiese Sinwar. 'Avete trasmesso il
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8 Sept, 13:06
IL PARADOSSO VENEZUELANO: MILIARDI DI PETROLIO E MILIONI DI POVERIIl 56% della popolazione vive in povertà e 7,9 milioni di persone necessitano di assistenza umanitaria. La promessa Usa di una nuova stagione economica avrebbe dovuto produrre risultati concreti nel Paese che possiede circa un quinto delle riserve petrolifere mondiali. Invece…Washington punta sul petrolio venezuelano per rafforzare le proprie forniture energetiche, mentre Caracas cerca di rilanciare un’economia che non riesce a trasformare la sua enorme ricchezza petrolifera in benessere per la popolazione.Stabilizzazione, ripresa, transizione. Erano queste le tre parole d’ordine indicate dal Segretario di Stato Marco Rubio dopo il rapimento di Nicolás Maduro da parte delle forze statunitensi a gennaio. Otto mesi dopo, però, la prima è tutta da dimostrare, la seconda si è rivelata assai meno brillante del previsto ePiccole NoteIl paradosso venezuelano: miliardi di petrolio e milioni di poveri
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8 Sept, 09:33
NETANYAHU E L'OPZIONE SANSONE di Claudia CarpinellaDurante la campagna elettorale, Netanyahu applaude sulle note di “Zochreini Na”, l’inno kahanista della vendetta contro i palestinesi.Nel pieno della campagna elettorale Benjamin Netanyahu ha fatto visita a una yeshiva (scuola religiosa ebraica, ndr) di Sderot, nel sud di Israele. Davanti a lui una folla di giovani intonava: “Ricordati di me, per favore, dammi la forza solo questa volta, o Dio, di vendicarmi, se non altro per uno dei miei due occhi, sulla Palestina”.È una canzone che riprende i versi dell’ultima preghiera di Sansone. Privato della sua titanica forza, accecato e fatto prigioniero dai Filistei, Sansone chiede a Dio di restituirgli il perduto vigore per vendicarsi. Viene esaudito e, afferrando le colonne del Tempio di Dagon, lo fa crollare uccidendo sé stesso insieme ai suoi nemici.Nella versione cantata a SderotPiccole NoteNetanyahu e l'opzione SansoneNel pieno della campagna elettorale Benjamin Netanyahu ha fatto visita a una yeshiva (scuola religiosa ebraica, ndr) di Sderot, nel sud di Israele. Davanti a
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